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VARESE

Ticket Sanitari non riscossi Buco da 2,5 milioni di euro Provincia L’inchiesta delle Fiamme Gialle di Varese ha interessato tutti gli ospedali del Varesotto

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Sono in totale 38 i dirigenti degli ospedali della provincia che sono stati segnalati alla Procura Regionale presso la Corte dei Conti di Milano, perché non hanno preteso il pagamento dei codici bianchi di pronto soccorso. A scoprirlo sono stati gli uomini delle Fiamme Gialle di Varese al termine di un’articolata indagine, durata qualche mese, in materia di controllo della spesa pubblica nel settore sanitario. I finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia hanno segnalato, hanno segnalato un danno erariale, quantificabile in oltre 2,5 milioni di euro, derivante dalla mancata riscossione di ticket da «codice bianco» per prestazioni erogate nelle strutture di pronto soccorso della provincia di Varese. «Ai sensi della vigente normativa regionale - che stabilisce i criteri di classificazione delle prestazioni sanitarie erogate in colori (rosso, giallo, verde) a seconda della gravità e, quindi, esentate dal pagamento ticket per finalità assistenziali, per il criterio della compartecipazione alla spesa sanitaria - è vigente il pagamento del ticket, attualmente pari a 25 euro, per i casi non gravi e non urgenti, il cosiddetto “codice bianco”, salve specifiche esenzioni per età, patologia e reddito - spiega il colonnello Danilo Nastasi - L’attività amministrativa, sviluppata avvalendosi dei poteri di polizia economica e finanziaria conferiti alla Guardia di Finanza dalla normativa di riferimento a tutela del bilancio pubblico, delle Regioni, degli Enti locali e dell'Unione europea, ha messo in luce il mancato rispetto, da parte delle strutture ospedaliere varesine, delle disposizioni previste per i “codici bianchi” che – in orario di apertura cassa dei Cup – prevedono la consegna del referto della prestazione erogata al pronto soccorso solo e soltanto previo riscontro dell’avvenuto pagamento del ticket. L’inchiesta ha interessato le tre aziende ospedaliere della Provincia e di conseguenza i presidi ospedalieri di Varese, Luino, Cittiglio, Gallarate, Somma Lombardo, Angera, Tradate e Saronno». L’indagine, eseguita per il periodo 2003-2014 su un numero di oltre 200.000 accessi in «codice bianco» al pronto soccorso dei nove presidi ospedalieri presenti sul territorio provinciale ha permesso di appurare, da un lato, che solo un cittadino su tre (di quelli tenuti al pagamento) ha effettivamente provveduto a versare il ticket, dall’altro, di cristallizzare un’inerzia della pubblica amministrazione ospedaliera nella riscossione di tali crediti. «I controlli hanno inoltre accertato che taluni utenti, per l’effettuazione di esami strumentali, non solo si sono impropriamente avvalsi dei servizi sanitari di pronto soccorso in luogo degli ambulatori medici (per i quali è previsto il pagamento anticipato di un ticket maggiormente oneroso), ma non hanno neppure saldato il previsto ticket ospedaliero di 25 euro - continua Nastasi - Tale indiscriminato ricorso alle cure al pronto soccorso, dettato da una chiara scelta di convenienza economica, ha evidentemente contribuito ad aggravare le note difficoltà delle strutture ospedaliere nell’erogazione dei diversi servizi sanitari». Al termine dell’articolata indagine, la Procura Regionale della Corte dei Conti di Milano ha aperto una formale vertenza volta a riscontrare le ipotesi di danno erariale segnalate. «L’esito dell’attività di servizio conferma la strategica importanza dell’azione della Guardia di Finanza a tutela del bilancio regionale e della spesa pubblica in generale - conclude il colonnello - L’azione a tutela della risorsa pubblica costituisce imprescindibile elemento di attenzione da parte del Corpo verso la qualità e dell’efficienza del servizio pubblico». Sulla vicenda è intervenuto anche il presidente Roberto Maroni: «Il direttore generale di Varese ha detto che si è già attivato con una misura che sanerà la situazione. Sono certo che il il dottor Bravi saprà risolvere il problema con il coinvolgimento di Equitalia e senza costose cause che sarebbero più costose dei

benefici».

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Autore:pil

Pubblicato il: 04 Marzo 2016

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