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L’avvio di un’impresa agricola tra i sogni dei giovani del Varesotto xxx xxx

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Ci sono anche i giovani della provincia di Varese tra coloro che sognano un futuro in agricoltura. Dato confermato non solo dalle costanti, nuova aperture di imprese agricole «under 35» nelle province lariane, ma anche dal boom per le «Università della terra» in Lombardia, attorno alle quali gravitano anche gli studenti del Varesotto. Negli ultimi 5 anni per quanto riguarda gli iscritti alla Statale di Milano (uno dei più vicini atenei di riferimento per i giovani varesotti) la crescita sfiora il 48% visto che si è passati da 2.712 a oltre quattromila studenti. Il dato emerge da una ricerca di Coldiretti Lombardia sul successo delle facoltà agricole, tanto che dal 2010 a oggi sono cresciute anche le nuove immatricolazioni: +86% per le Scienze agrarie in Cattolica, +47% per Veterinaria alla Statale di Milano e +13% per Scienze agrarie e alimentari sempre nell’ateneo meneghino. «L’imprenditore agricolo – spiegano Fernando Fiori e Francesco Renzoni, presidente e direttore di Coldiretti Varese – è una professione che ha ormai acquisito un certo prestigio e dai ragazzi è visto anche come un modo per realizzare i propri sogni e crearsi un futuro su misura». Secondo un sondaggio Coldiretti/Ixe’, infatti, nel 57 per cento dei casi oggi un giovane preferirebbe gestire un agriturismo piuttosto che lavorare in una multinazionale (18%) o fare l’impiegato in banca (18%). Quasi un genitore su tre (29%) consiglierebbe ai propri figli di fare l’agricoltore e ben il 55% sarebbe contento se il figlio o la figlia sposasse un agricoltore. Sono diversi i giovani delle terre prealpine che, insieme a 200 «colleghi» arrivati da tutte le province della Lombardia stanno concludendo i «master della terra» organizzati da Coldiretti con il patrocinio del Ministero dell’agricoltura all’interno di un progetto sperimentale che coinvolge 6 regioni: Lombardia, appunto, ma anche Veneto, Friuli, Marche, Umbria e Trentino. I percorsi didattici in Lombardia si concludono proprio in questi giorni dopo 200 ore di corsi su orticoltura, mondo del vino e dei vigneti, agriturismo, comparto lattiero caseario, marketing e start-up, oltre a 64 ore di stage nelle aziende agricole. L’età media dei partecipanti è sui 23 anni, mentre il più giovane ha appena 19 anni. Il 30% non viene dal mondo agricolo, mentre la metà è laureata o frequenta l’università. Fra di ci sono laureati in filosofia, ingegneria, architettura, lingue e letteratura straniera che puntano a un futuro con i piedi per terra. «In ogni caso – spiega Claudio Piva, coordinatore dei corsi a livello lombardo – si tratta di ragazzi che oltre ad avere un’idea imprenditoriale, sono anche nativi digitali, abituati a utilizzare i social media. In particolare Facebook per promuovere la propria azienda e Instagram per far conoscere i propri prodotti. Sanno bene che l’agricoltore del futuro si dividerà sempre più fra computer e trattore».

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Autore:pil

Pubblicato il: 19 Febbraio 2016

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