(IN) Netweek

VARESE

Profughi, parte nel Varesotto il piano di accoglienza diffusa della Diocesi

Share

Il piano di accoglienza diffusa parte anche nella Provincia di Varese. Sono già 10 le parrocchie che hanno dato la disponibilità ad ospitare i profughi. In particolare tre (Luvinate, Santo Stefano e San Giulio  a Cassano Magnago) apriranno le porte nelle prossime settimane. Del piano - promosso dalla Diocesi di Milano alla fine della scorsa estate dopo gli appelli di Papa Francesco e del cardinale Angelo Scola -  si parlerà nel corso del convegno  “La cultura dell’accoglienza. Dall’ostilità all’ospitalità”, organizzato dalla Caritas della zona di Varese, sabato 13 febbraio, al collegio De Filippi di Varese.
Previsti gli interventi del vicario episcopale, mons. Franco Agnesi, del professor Maurizio Ambrosiani, dei direttore di Caritas Bergamo, don Claudio Visconti, e di Caritas Ambrosiana, don Roberto Davanzo, e del responsabile della Caritas di Varese, don Claudio Caregnato.
 
«L’incontro sarà un’occasione per riflettere ad ampio raggio sulle migrazioni e le responsabilità che abbiamo come cittadini e come membri della comunità cristiana difronte ad una fenomeno epocale », spiega Mario Salis della Caritas varesina.
 
Nella Diocesi di Milano
Complessivamente in tutta la Diocesi sono oltre un centinaio le parrocchie che si sono rese disponibili ad aderire all’iniziativa.
 
Il piano diocesano prevede che tutti gli immobili - quelli delle parrocchie, degli istituti religiosi e dei singoli cittadini - siano ceduti in comodato gratuito alle cooperative della Caritas Ambrosiana. Saranno poi le cooperative - in funzione delle convenzioni stipulate con le prefetture competenti per territorio - ad assolvere agli obblighi di legge previsti: fornitura di vitto e vestiti, accompagnamento legale, alfabetizzazione, avvio di percorsi di inserimento lavorativo. Sarà questo il pilastro sui cui poi costruire una rete di iniziative fondamentali per favorire un’accoglienza effettiva nei territori e affidate ai gruppi di volontariato erogate senza alcun contributo pubblico secondo un modello già sperimentato in occasioni di precedenti emergenze, come ad esempio, quella Nord Africana del 2011. 
 
Con questo pieno il sistema di accoglienza per profughi gestito da realtà diocesane oggi di 780 posti, verrebbe ulteriormente potenziato e sarebbe in grado a regime di poter ospitare, in caso di necessità, circa mille richiedenti asilo nelle oltre mille parrocchie della Diocesi di Milano, dando così un contributo significativo alle richieste delle istituzioni pubbliche.  

Leggi tutte le notizie su "Varese7"
Edizione digitale

Autore:ces

Pubblicato il: 12 Febbraio 2016

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti

Hai a disposizione 2500 caratteri

Ne stai uililizzando 20

Per commentare devi essere loggato.