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VARESE

«Il filo di Arianna» contro la violenza sulle donne Villa Baragiola La mostra, inaugurata nei giorni scorsi, rimarrà  aperta fino al 7 febbraio

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Rimarrà aperta fino a febbraio la manifestazione artistico socio culturale itinerante dedicata al tema della violenza sulla donne. La mostra «Seguendo il filo di Arianna con Teseo o MInotauro» è finalmente arrivata a Varese, e sarà ospitata a Villa Baragiola fino al 7 febbraio, in collaborazione con il Comune di Varese. In tutto sarà possibile ammirare più di un centinaio di opere realizzate da artisti sia locali che di altre parti d'Italia. «Il Movimento libero Zeguendo il filo di Arianna nasce nel 2014 ed è stato fondato da me con la collaborazione di artisti di Varese che si sono uniti al mio progetto condividendone le motivazioni. Stanca di ascoltare e leggere le terribili notizie riportate dai mass media sui numerosi casi di femminicidio, di maltrattamenti, di brutalità e soprusi, ho pensato da artista e da ex insegnante di fare qualcosa che desse una scossa alle coscienze e che potesse essere di supporto sia alle associazioni che lavorano sul campo sia alle scuole, per educare i giovani alla non violenza. Abituata a lunghe conferenze che però non portavano altro che un po' di chiacchiericcio sul tema e poco ricordo, ho pensato che un modo per "entrare" nel cuore e nella mente delle persone coinvolte fosse proprio quello di usare l'arte in tutte le sue forme. E' così che ho raccolto tutti gli amici artisti e ho costruito con loro un "muro" di opere pittoriche, scultoree, fotografiche, poetiche e musicali che ha iniziato il suo percorso da Malnate il 18 maggio del 2015, riscuotendo un ottimo successo e solleticando l'interesse dei Comuni e delle scuole. Da li siamo partiti per un lungo viaggio nel varesotto (Azzate, Albizzate, Solbiate, Viggiù), per poi passare a setaccio Brescia e provincia, diventando sempre più ricco di partecipazioni al punto da raggiungere un pacchetto di circa 150 opere: un mastodonte che si sposta, praticamente», spiega Nicoletta Romano, madrina dell’evento.

Ma la necessità di educare l’ha portata a non limitarsi al solo intervento al femminile ma ad aprire le porte anche agli uomini, che hanno saputo mettersi in discussione lavorando su se stessi, sulle proprie emozioni e soprattutto sulla propria razionalità in conflitto con il timore di essere scoperti come Minotauri o come Tesei, e non soltanto come uomini che amano le donne... e quindi non le maltrattano ne le uccidono. «Il risultato è stato davvero incredibile: durante il suo lungo tour il Filo si è arricchito di emozionanti testimonianze, e ha prodotto l'apertura di centri di ascolto in alcuni comuni dove l'indice di mortalità per femminicidio è davvero elevata».

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Autore:pil

Pubblicato il: 22 Gennaio 2016

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