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VARESE

L’industria varesina é da primato in nove nicchie produttive

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Da una parte, i dati congiunturali sull’andamento degli ammortizzatori sociali, che mettono in evidenza come la ripresa, quella solida e sostenuta, sia ancora da venire. Dall’altra, i dati di struttura in termini di unità locali e di addetti presenti sul territorio che confermano Varese come una delle province tra le più industrializzate d’Italia. Ancora capace di esprimere numerose nicchie produttive di eccellenza. È stato l’esame dei dati economici riguardanti il sistema produttivo locale il punto centrale dell’ultima riunione dell’anno della Giunta dell’Unione degli Industriali della Provincia di Varese. I dati congiunturali che fanno da termometro dell’andamento del sistema manifatturiero locale negli ultimi mesi sono quelli relativi alla Cassa Integrazione. Quella ordinaria, ammortizzatore sociale utilizzato per difficoltà temporanee di mercato, è tornata a crescere dopo mesi di rallentamento. Tra gennaio ed ottobre sono state autorizzate in provincia di Varese più di 11 milioni di ore di Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (Cigo), l’1,4% in più rispetto ai 10,8 milioni di ore dello stesso periodo del 2014. In forte contrazione, invece, sia la Cassa Integrazione Straordinaria (-40,4%), sia la Cassa in deroga (-80,4%). In totale, tra gennaio e ottobre 2015, le ore autorizzate per i vari tipi di cassa integrazione sono state 18,8 milioni, il 22,4% in meno rispetto alle 24,2 milioni di ore di gennaio-ottobre 2014. In diminuzione anche il ricorso allo strumento della mobilità. Nei primi 10 mesi del 2015 gli accordi di mobilità tra le imprese associate all’Unione Industriali varesina hanno riguardato 17 aziende per 345 dipendenti. Nello stesso periodo del 2014 le imprese coinvolte furono, invece, 60 per 1.161 dipendenti. «I dati sull’andamento degli ammortizzatori sociali a livello locale - commenta il Presidente dell’Unione Industriali, Riccardo Comerio - sono un richiamo alla prudenza. Un monito a chi considerava superata la fase di crisi. Rispetto alla rilevazione precedente il dato sulla Cassa Integrazione Ordinaria, infatti, conferma anche sul territorio un rallentamento del quadro economico registrato su più fronti a livello nazionale. Rimangono fattori espansivi a cui le imprese guardano ancora con interesse e ottimismo come l’ulteriore calo del prezzo del petrolio, l’euro ancora debole e le nuove misure della Bce. Ma il quadro generale rimane delicato e le attese, anche per i prossimi mesi, rimangono prudenti». Migliore il quadro del sistema produttivo varesino se lo sguardo dal contingente si allarga ai dati di struttura dei principali settori industriali presenti sul territorio. Soprattutto se paragonati con altre zone d’Italia. Una prospettiva di più lungo periodo e ampio respiro fornita da un’elaborazione dell’Ufficio Studi dell’Unione Industriali varesina sulla base degli ultimi dati Istat sul numero di unità locale e addetti divisi tra province. Ancorché aggiornati al 2013 questi numeri, gli ultimi disponibili e pubblicati solo qualche settimana fa dall’Istat, mettono in evidenza i primati dell’industria della provincia di Varese che, per numero di addetti in Italia, risulta essere: 4^ nel settore gomma e materie plastiche; 5^ nel settore chimico-farmaceutico (4^ per il solo polo chimico); 8^ nel settore tessile, abbigliamento e moda (4^ per il solo tessile); 10^ per il settore metalmeccanico. Andando più nel dettaglio e analizzando i dati per singoli comparti, e non più solo per interi settori, Varese risulta piazzarsi nei primi 10 posti in Italia per addetti impiegati nell’industria in ben 28 diverse nicchie produttive. Tra queste quelle da podio sono ben 9.

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Autore:pil

Pubblicato il: 22 Gennaio 2016

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