(IN) Netweek

MILANO

Senatori furbetti e diaria assicurata L’amico del popolo di Roberto Poletti

Share

Quelle immagini del vigile assenteista di Sanremo che timbra in mutande ci escono ormai dagli occhi. Sono diventate l’emblema di una maledizione che attraversa tutta l’Italia. Una piaga sociale che neppure il giro di vite annunciato dal Governo riuscirà a debellare. Eppure gli assenteisti non sono solo quelli in mutande. I furbetti più furbetti che più furbetti non si può (e scusate se ribadisco il concetto) stanno in Parlamento, indossano giacca e cravatta e, di solito, sono abituati a fare la morale a quelli in mutande dai tribunali dei salotti televisivi. Lo ha scoperto un quotidiano romano, che nei giorni scorsi ha dato notizia di un’indagine interna aperta dal presidente del Senato Pietro Grasso, che ha disposto verifiche su un fenomeno inquietante. Senatori che lasciano il tesserino inserito nel loro scranno e che se lo tornano a prendere a fine seduta. Il loro voto non viene registrato, ma risultano presenti a tutti gli effetti, mentre magari sono a sbrigare i loro affarucci in giro per Roma. Un giochetto che, secondo i calcoli de “Il Messaggero”, viene a fruttare all’incirca 3mila 500 euro al mese, la quota della diaria che si viene a sommare all’indennità fissa da senatore. Dentro ai palazzi del potere non ci sono gli uomini della Guardia di Finanza con le loro precise indagini. Ci sono colleghi (di solito sono i parlamentari chiamati questori) che hanno il compito di verificare la correttezza del comportamento di altri colleghi. E sappiamo che cane non morde cane.

Leggi tutte le notizie su "Varese7"
Edizione digitale

Autore:plt

Pubblicato il: 19 Febbraio 2016

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Commenti

Hai a disposizione 2500 caratteri

Ne stai uililizzando 20

Per commentare devi essere loggato.